Smoke on the Water: la canzone nata sul lago di Ginevra
25 Ottobre 2026 · 4 minuti di lettura
Uno dei brani più famosi della storia del rock è nato in Svizzera, sulle rive del lago di Ginevra. È una storia di fuoco, di fumo sull’acqua e di un riff di quattro note che da oltre cinquant’anni passa di chitarra in chitarra. Ed è una storia vera.
Montreux, dicembre 1971
All’inizio di dicembre del 1971 i Deep Purple arrivano a Montreux. La formazione è quella che i fan chiamano «Mark II»: Ian Gillan alla voce, Ritchie Blackmore alla chitarra, Roger Glover al basso, Jon Lord alle tastiere e Ian Paice alla batteria. Il programma è registrare un nuovo album usando lo studio mobile dei Rolling Stones, un camion attrezzato che si può portare ovunque.
Il luogo scelto è il Casinò di Montreux, che in quegli anni ospita grandi concerti. Prima che i Deep Purple comincino a lavorare, il 4 dicembre, sul palco del Casinò suonano Frank Zappa e i Mothers of Invention. I membri dei Deep Purple sono tra il pubblico.
L’incendio
Durante il concerto un membro del pubblico lancia un razzo di segnalazione verso il soffitto. Il rivestimento prende fuoco e in poco tempo l’incendio si propaga a tutto l’edificio. Il pubblico riesce a uscire, anche grazie a chi aiuta a evacuare la sala. Tra loro c’è Claude Nobs, che nel 1967 aveva fondato il Montreux Jazz Festival: nella canzone diventerà il «Funky Claude» che entra ed esce dal Casinò per portare fuori le persone.
Il Casinò viene distrutto. L’attrezzatura dei Mothers of Invention va persa e il palco dove i Deep Purple avrebbero dovuto registrare non esiste più.
Il fumo sull’acqua
Dalla finestra dell’albergo la band guarda il fumo che si stende sul lago Lemano. Secondo il racconto di Roger Glover, il titolo gli viene in mente al risveglio. La band scrive il testo raccontando quello che è appena successo, quasi come una cronaca.
Per registrare si cercano altri spazi: prima il Pavillon di Montreux, dove i Deep Purple provano a lavorare, poi il Grand Hotel di Territet, chiuso per la stagione invernale. La band lo trasforma in uno studio improvvisato, con i cavi che corrono nei corridoi e lo studio mobile parcheggiato fuori.
Machine Head e il successo
L’album esce nel 1972 con il titolo Machine Head. Smoke on the Water non è pensato come singolo: è un brano dell’album come gli altri. Ma il riff di Ritchie Blackmore, costruito su intervalli di quarta, è così semplice e così potente che diventa irresistibile. Quando nel 1973 esce come singolo, arriva al quarto posto della classifica americana.
Da quel momento diventa una sorta di rito di passaggio: è uno dei primi riff che si imparano quando si prende in mano una chitarra elettrica, tanto che in molti negozi di strumenti, scherzando, è stato «vietato» suonarlo.
Non solo Smoke on the Water
Machine Head è uno degli album fondamentali dell’hard rock. Si apre con Highway Star, una corsa a tutta velocità con gli assoli di Blackmore e dell’organo di Jon Lord che si rincorrono, e dentro ci sono anche Lazy, Space Truckin’ e Pictures of Home. È un disco registrato in fretta, in un albergo vuoto, eppure suona compatto e potentissimo.
Pochi mesi dopo, nell’agosto 1972, i Deep Purple vanno in tour in Giappone e registrano i concerti di Osaka e Tokyo. Ne esce Made in Japan, uno dei live più celebrati della storia del rock. La versione di Smoke on the Water contenuta in quel disco, più lunga e più cruda, per molti fan è quella definitiva.
Un riff che non invecchia
Il segreto del riff è la sua semplicità. Blackmore non suona accordi pieni, ma coppie di note a distanza di quarta, che danno un suono duro e aperto. Si può suonare anche su una sola corda, ed è per questo che tanti principianti lo imparano il primo giorno. Ma suonarlo con il groove giusto, con il peso e la pausa al posto giusto, è un’altra storia.
Nel 1989 il brano viene inciso di nuovo per beneficenza con il progetto Rock Aid Armenia, a favore delle vittime del terremoto in Armenia. Ai microfoni e alle chitarre si alternano molti grandi nomi del rock, tra cui Ian Gillan, Ritchie Blackmore, Bryan Adams, Brian May, David Gilmour e Tony Iommi.
Montreux, città del rock
Il Casinò viene ricostruito e riapre nel 1975. Al suo interno nascono i Mountain Studios, dove registrano molti grandi nomi, tra cui i Queen, che finiscono per acquistarli nel 1979. Freddie Mercury si lega così tanto a Montreux che oggi sul lungolago c’è una sua statua, una delle mete più fotografate della città.
Il Montreux Jazz Festival di Claude Nobs, nel frattempo, è diventato uno dei festival musicali più famosi al mondo, con un programma che da tempo va ben oltre il jazz e accoglie rock, blues, pop e soul.
A Territet, vicino a Montreux, una targa commemorativa ricorda la storia di Smoke on the Water: un piccolo pellegrinaggio per chi passa da quelle parti. Claude Nobs, il «Funky Claude» della canzone, ha guidato il suo festival fino alla morte, nel 2013. Il suo nome resta legato per sempre a quella notte di dicembre.
Una storia svizzera
Per noi che facciamo radio in Svizzera è bello ricordare che una delle canzoni più suonate di sempre parla di un lago svizzero e di una notte d’inverno a Montreux. La prossima volta che la sentirete su Radio Morcote, pensate al fumo sull’acqua.

