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Unplugged: quando il rock spegne gli amplificatori

21 Ottobre 2026 · 4 minuti di lettura

Nel 1989 MTV lancia un’idea semplice: far suonare le band senza amplificatori, con chitarre acustiche e pochi strumenti, davanti a un piccolo pubblico. Senza muri di suono e senza effetti, le canzoni restano nude. Nasce MTV Unplugged, e il rock scopre un altro modo di presentarsi.

L’idea

Negli anni Ottanta il rock è spesso spettacolo, volume, luci e assoli. L’Unplugged va nella direzione opposta: un palco piccolo, il pubblico a pochi metri, la possibilità di sentire la voce, le parole, la struttura delle canzoni. Per gli artisti è una sfida: senza volume non c’è dove nascondersi. Per il pubblico è un modo di conoscere i propri idoli da vicino.

Le prime puntate

La serie viene ideata da Robert Small e Jim Burns. La prima puntata va in onda alla fine del 1989, con gli Squeeze, il chitarrista dei Cars Elliot Easton e la cantautrice Syd Straw. Poco prima, agli MTV Video Music Awards dello stesso anno, Jon Bon Jovi e Richie Sambora avevano suonato in acustico due loro successi: un momento che aveva fatto capire quanto il pubblico fosse curioso di sentire le band in quella veste.

Nei primi anni il programma alterna nomi affermati e artisti emergenti, con una regola semplice: niente trucchi, solo strumenti acustici, voci e la capacità di tenere il palco a pochi metri dalla gente.

Paul McCartney, 1991

Uno dei primi grandi nomi a credere nel format è Paul McCartney, che nel 1991 pubblica il suo concerto acustico come album. Riprende brani dei Beatles e pezzi meno conosciuti, e dimostra che l’Unplugged può diventare anche un disco di successo.

Eric Clapton, 1992

Il concerto di Eric Clapton viene registrato nel gennaio 1992 in Inghilterra. Dentro ci sono una versione lenta e intima di Layla, completamente diversa da quella elettrica del 1970, e Tears in Heaven, il brano scritto dopo la morte del figlio. L’album diventa uno dei live più venduti di sempre e vince il Grammy come album dell’anno. Per molti è il disco che fa conoscere Clapton a una nuova generazione.

Nirvana, 1993

Il 18 novembre 1993, a New York, i Nirvana registrano la loro puntata. Kurt Cobain chiede un allestimento particolare, con candele e gigli bianchi, e una scaletta piena di sorprese: poche hit e molte cover, da The Man Who Sold the World di David Bowie a tre brani dei Meat Puppets, suonati insieme ai fratelli Kirkwood. Il concerto si chiude con Where Did You Sleep Last Night, un vecchio brano tradizionale cantato con una voce che si spezza.

Il disco esce nel novembre 1994, pochi mesi dopo la morte di Cobain, ed è considerato uno dei live più intensi della storia del rock.

Alice in Chains, 1996

Anche gli Alice in Chains, una delle band più dure della scena di Seattle, passano dall’Unplugged. Il concerto viene registrato nell’aprile 1996 a New York ed è fragile e potente allo stesso tempo. È uno degli ultimi concerti della band con il cantante Layne Staley.

Altri Unplugged da ricordare

Nel 1992 tocca ai Pearl Jam, con un set breve ma intensissimo. Nel 1995 i Kiss si presentano all’Unplugged e, per alcuni brani, salgono sul palco anche i membri della formazione originale: è il primo passo verso la reunion che seguirà. E c’è chi ha preso il format alla lettera al contrario: nel 1992 Bruce Springsteen suona la sua puntata con la band elettrica, e il disco si intitola infatti Plugged.

Oltre il rock

Con il tempo l’Unplugged si apre a tutti i generi. Nel 1993 Neil Young registra la sua puntata, nel 1994 tocca a Bob Dylan. Tony Bennett, con il suo Unplugged, vince nel 1995 il Grammy come album dell’anno, a dimostrazione che il format funziona anche fuori dal rock. Negli anni arrivano anche il pop, l’R&B e l’hip hop, con artisti che riscrivono i propri brani per una band acustica.

Un modello per tutti

L’idea ha fatto scuola. Oggi molte radio e molti programmi televisivi ospitano sessioni acustiche in studio, e tanti artisti inseriscono un momento acustico nei loro concerti, magari su un piccolo palco in mezzo al pubblico. Anche noi, a Radio Morcote, amiamo le versioni acustiche: spesso raccontano una canzone meglio di qualsiasi spiegazione.

Perché funziona ancora

Una canzone che regge con una chitarra acustica e una voce è una grande canzone. L’Unplugged ha mostrato il lato più umano del rock, e molti di quei concerti sono ancora oggi tra i dischi dal vivo più ascoltati. Anche in radio, a volte, una versione acustica arriva più diretta di qualsiasi assolo.

Senza volume non c’è dove nascondersi: resta solo la canzone.

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